XXVII Giornata Mondiale del Malato

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8)

 

La Giornata Mondiale del Malato di quest’anno, ha come riferimento tematico il dono della gratuità.

Ampliando questo concetto, è possibile capire che si vuole orientare la riflessione dei fedeli attorno al tema della grazia.

Dio si rende grazia, dono gratuito (cf. Tt 2,11) nel momento in cui – nella pienezza dei tempi – assume un corpo rendendosi solidale con l’uomo bisognoso di redenzione e di risanamento.

Il comando di Gesù ai discepoli «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (cf. Mt 10,8), sottolinea la presa di coscienza personale – che diventa poi ecclesiale – del riconoscimento del dono che il Padre fa in Cristo all’intera famiglia umana.

Dono che è per tutti e quindi in virtù di questa universalità, non può andare sprecato o essere lasciato inutilizzato ma condiviso.

La missione dei discepoli è costituita nell’amministrare la grazia, offrendo la persona di Gesù a tutti coloro che, attraversando la sofferenza e l’infermità, non hanno più gli occhi per vedere la gioia della gratuità, in quanto deprivati del bene più prezioso che è la salute.

Sarebbe bello poter ritornare ad osservare l’espressione dell’emorroissa (cf. Lc 8,40-48), gli sforzi del paralitico (cf. Gv 5,1-9), i tentoni del cieco di Gerico (cf. Mc 10,46-52), le lacrime della vedova di Nain (cf. Lc 7,11-17), l’ansia dell’adultera (cf Gv 8,1-11) e vedere come l’incontro con la gratuità di Cristo trasformi queste vite in deficit di grazia.

In quel comando che si fa invito di Gesù a dare con larghezza, sembra risuonare un altro comando: «Voi stessi date loro da mangiare»(cf. Lc 9,13).

La privazione della grazia e della gratuità nel mondo affamato di Dio, è conseguenza dell’amarezza del peccato che ci impedisce di vivere e di sperare.

Ma è anche il vero motivo di tanto odio tra gli uomini incapaci di donarsi disinteressatamente.

Odio che spinge verso l’ingordigia nelle relazioni e nelle cose, per poi culminare con il predominio sul prossimo anche durante il tempo della malattia.

Accogliamo dalla divina provvidenza il dono gratuito di Cristo, vero cibo di cui ancora una volta abbiamo bisogno per poter far fronte alla malattia e sfamare la sofferenza di coloro che a noi si affidano per trovare una Chiesa materna e sollecita.

 

Credit diocesi.brescia.it