III settimana del Tempo Ordinario

“La fecondità del nascondimento”

Venerdì

Mc 4,26-34

 

 † Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».

Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Parola del Signore

 

Quando la nostra vita è stata illuminata dalla Parola di Dio, stiamo pur certi che qualcosa in noi muterà in meglio.

La Parola infatti possiede una dinamicità che agisce dall’interno.

È la logica del nascondimento, che diventa l’immagine della natura divinità di Cristo che si riveste  della natura dell’uomo (cf. Fil 2,6-11).

Accogliere la Parola significa permettere a Dio di cristificarci giorno dopo giorno.

Così come il terreno diventa il grembo per il seme fruttifero, l’uomo che ha accolto la Parola, cresce progressivamente fino alla nascita in lui dell’uomo nuovo (cf. Ef 4,24).

Cristo è l’uomo nuovo, Parola efficace di Dio.

Il Vangelo di oggi ci invita ancora una volta ad accogliere la Parola, ma subito dopo ci sprona anche alla fiducia verso ciò che abbiamo ascoltato e interiorizzato.

Forse ci potrà sembrare scontato ascoltare il Vangelo, meditarlo nelle nostre assemblee, ma questa costanza e disponibilità ci ottengono nel tempo una ricchezza impensabile, tale da realizzare grandi cose.

Non importa se siamo piccoli davanti al Signore, se le nostre comunità non sono imponenti e vivono della presenza di pochi fedeli, lasciamoci coltivare dal Signore.

Ben presto la piccolezza, diventerà rifugio sicuro per coloro che desiderano incontrare veramente Dio.

 

Credit: lifarnur.blogspot.com