Nasce il Pontificio Consiglio per il Pinzimonio

 

I tempi ormai sono maturi per inaugurare, una volta per tutte, il volto green della Chiesa.

Che bello, ne sentivamo il bisogno, basta infatti navigare un poco sul web, per leggere la gradita notizia che sarà vista come una benedizione da tutti i cattolici vegan friendly.

La notizia giunge attraverso il sito Repubblica.it, organo ufficiale del Vaticano, che titola : “Papa Francesco, […] ora i vegani gli chiedono la dieta della Quaresima”. 

Quest’anno la Pasqua sarà preceduta da una vera esplosine di benessere.

La Quaresima non sarà più il periodo delle lacrime in cui battersi il petto e chiedere perdono a Dio per i propri peccati, ma un tempo in cui tutti riscopriremo i genuini prodotti della natura.

Basta pensare all’anima è ora di curare fratello corpo, in comunione con la “Laudato Sì”.

Sembra addirittura che il Mercoledì delle Ceneri muterà il nome in Mercoledì della Quinoa, e che le Stazioni Quaresimali a Roma saranno inaugurate davanti ai ristoranti vegani della Capitale.

Anche il colore liturgico della Quaresima sarà mutato: dal viola simbolo della conversione, passeremo al verde brillante in riferimento alle abbondanti coltivazioni di finocchi e piselli presenti nella Santa Sede.

Il quotidiano Repubblica.it ci informa:

“Dall’ex Beatle Paul McCartney a Moby e Joaquin Phoenix, tante sono le star vegane che hanno firmato un appello per chiedere a Papa Francesco di scegliere una alimentazione vegana per il periodo della Quaresima per aiutare a contrastare i cambiamenti climatici con un cambiamento alimentare”

Diciamo la verità, non so voi, ma io ne sentivo il bisogno!

Più attenzione al clima, all’alimentazione e alla natura.

Noi sacerdoti, già provetti assistenti sociali, saremo iscritti alla Coldiretti, e in ogni parrocchia sarà possibile trovare un campicello dove seminare verdure varie e raccogliere i frutti, dopo l’aperimessa della domenica.

La rivoluzione personale del Pontefice, per Repubblica, non tocca solo la scelta dell’alloggio papale ma anche la culinaria:

La chiusura dell’appartamento del palazzo apostolico e la scelta di vivere decentrato, nella residenza di Santa Marta, ha comportato anche l’epilogo di una cucina esclusivamente riservata ai Papi regnanti. Benedetto XVI e Giovanni Paolo II non muovevano richieste particolari, seppure i loro cuochi usassero, a volte, concedere portate raffinate, dagli strudel, le crostate e i tiramisù, i dolci preferiti da Ratzinger, alla Papieska Kremowka, il pasticcino di pasta sfoglia e crema amato da Giovanni Paolo II.

Nessuna concessione a cibi raffinati, nessun dolce, pochissimo vino, soltanto prodotti stagionali e piatti della tradizione.

La gioia per quello che attende la Chiesa nel futuro è tale che sarà inaugurato appositamente il Pontificio Consiglio per il Pinzimonio.

Anche il menù del collegio cardinalizio sarà rivisitato, mai più taglie 54 e 56 tra i porporati, solo centrifugati di sedano e carote per mantenere la pelle fresca e la memoria attiva.

Non ci saranno più doppi menti, ma silhouette invidiabili.

Per questo motivo, saranno bandite le trattorie intorno alle Mura Leonine, per evitare ai prelati la tentazione di degustare le pericolose pietanze romanesche: trippa, coda alla vaccinara, abbacchio scottadito, pasta alla gricia.

Insomma, nella Chiesa che vorrei, c’è tanto benessere e tanta attenzione al verde.

Speriamo che anche la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti permetta presto l’eco-sepoltura, metodo di inumazione che prevede l’inserimento del corpo del defunto dentro un contenitore a forma di uovo, totalmente biodegradabile, sul quale viene piantato un albero.

Vuoi mettere, al posto dello scontato e strabusato Paradiso, poter essere piantato come “albero” all’interno di un parco verde e lì essere causa di gioia per bambini, cani incontinenti, coppiette amorose e quant’altro.

A tutti coloro che si auspicavano un cambiamento in meglio all’interno della Chiesa, ebbene forse dovete ancora aspettare!

Del resto, quando c’è la salute…

 

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