Martiri di serie B

 

“Il sangue dei martiri è il seme di nuovi cristiani”, così si esprimeva Tertulliano, riassumendo in modo mirabile la sintesi dell’esperienza cristiana delle origini.

La capacità di testimoniare Cristo, è stata portata avanti da tanti fratelli fino alle estreme conseguenze, fino alla fine, così come ha insegnato il Maestro sul Calvario.

Ma nel 2019, l’amara constatazione di un mondo senza Cristo e senza il Vangelo, ha portato a sottolineare differenze anche tra i martiri.

Ci troviamo ad assistere a discriminazioni che sono legate alla logica del politicamente corretto, all’uso strumentale delle notizie, alla capacità di manipolazione delle masse che rasenta il lavaggio del cervello.

Nelle Filippine, la cattedrale di Nostra signora del Monte Carmelo è stata fatta oggetto di un atto terroristico riconducibile al gruppo jihadista Abu Sayyaf. Almeno 27 i morti e più di 80 i feriti.

Stiamo parlando di cristiani cattolici, che sono morti mentre partecipavano alla liturgia domenicale.

Secondo le fonti, l’ordigno è esploso durante il canto dell’Alleluia.

La minoranza cattolica di Sulu, viene colpita al cuore dall’orgogliosa ferocia dei gruppi islamici, che nel corso degli anni hanno perpetrato decine di rapimenti tra i cattolici, anche verso alcuni sacerdoti.

C’è da riflettere.

Mentre il sangue dei martiri filippini scorre silenzioso, in Italia le chiese restano ogni giorno più abbandonate e povere di fedeli. Il Vangelo adulterato con lo spirito del mondo, Cristo ridotto a un ripetitore di slogan pacifisti, i sacerdoti riconvertiti ad assistenti sociali dopo aver frequentato il seminario all’interno dei centri sociali.

I martiri non sono più quelli della fede, ma quelli che la politica e il buonismo individua come più utili per screditare l’avversario.

Le bacheche dei social media, sono straripanti di post che commemorano olocausti antichi e moderni.

C’è chi utilizza le nuove povertà per ottenere business, chi invece si lancia in campagne volte a indire una fratellanza universale.

Ma per questi fratelli filippini che sono stati vittima dell’odio a causa di Cristo, non c’è sdegno, non ci sono marce, magliette colorate,  hashtag su Facebook e Twitter.

Nessun politico si sdegna, nessun ecclesiastico si indigna.

È proprio vero, Tertulliano aveva ragione.

C’è bisogno di martiri per guarire il mondo, c’è bisogno del sangue di vittime innocenti per intiepidire il cuore di un’umanità allo stremo.

Come duemila anni fa, fuori Gerusalemme moriva per la cieca feroce degli uomini, un rabbi considerato di serie b dai suoi detrattori, così oggi muoiono alla stessa maniera uomini e donne considerati dal mondo martiri di serie b.

Ma grazie al loro sacrificio, altri cristiani nasceranno.

Altri apostoli capaci di cambiare il mondo, proprio perché capaci di morire per Cristo.