Io Personal Jesus

 

Personal Jesus è un brano dei Depeche Mode il cui titolo riprende una citazione di Priscilla Presley.

La moglie di Elvis, descriveva con queste parole il rapporto di amore tra due persone: essere Gesù per qualcun altro.

Forse c’è da dire che in questo brano non è propriamente l’amore ad essere celebrato, quanto il desiderio di aiutare il prossimo e di essere per l’altro un personal trainer della solidarietà.

Interpellare la figura di Gesù per introdurre il tema della solidarietà è ormai diventato un must della società contemporanea.

Se Ernesto Guevara è visto come l’icona del rivoluzionario, della resistenza e della lotta; Gesù può diventare tranquillamente il portabandiera dei valori umanitari, della lotta al razzismo e dell’uguaglianza per tutti.

Destrutturando la figura di Gesù e svuotandola della componente divina e soteriologica, si arriva a concepire un salvatore parziale e ad accontentarsi di una salvezza relativizzata.

Cristo è colui che ispira un ideale ma che non entra nel mio stile di vita.

Cristo è colui che insegna ma che non può sindacare sulle mie scelte e sulla mia libertà.

Cristo è colui che ama ma che non ha voce all’interno della mia dimensione affettiva e sessuale.

Insomma un Gesù Personale, che posso assemblare e fare mio in base alle preferenze del momento.

Una solidarietà palliativa che mi elegge a redentore del prossimo senza effetti collaterali.

In tempi come i nostri, dove la fede è stata sostituita da un concetto non ben definito di rispetto e la salvezza dal soddisfacimento dei bisogni, ci troviamo ad essere spettatori della nascita di veri e propri mostri.

Davanti a tale mostruosità diffusa che interessa il pensiero e l’agire, nessuno è indenne.

I social network rappresentano la cassa di risonanza più immediata dove incontrare il Gesù Personale.

Nel leggere alcuni stati di Facebook e Twitter, resto perplesso e riflessivo.

Infatti, ci sono persone che si stracciano le vesti per l’inveterato razzismo degli italiani, per la mancata accoglienza dei bisognosi, ma che accettano tranquillamente le situazioni di degrado quotidiano.

Ad esempio, nell’ospedale in cui sono cappellano, si raccolgono – specie nella stagione invernale – poveri e sofferenti di ogni genere.

Spesso bivaccano nelle zone antistanti il Pronto Soccorso o nelle sale d’aspetto alla ricerca di tepore e di qualcuno che gli offra qualche spicciolo o qualche cosa da mangiare dalle macchinette.

Per questi poveretti, la ricerca del cappellano per elemosinare qualche spicciolo diventa fondamentale.

Volentieri con il mio confratello ci prestiamo ad alleggerire la condizione di sofferenza di queste persone, collaborando spesso con l’U.R.P., che sempre più assume l’identità di una filiale dell’Assessorato ai Servizi Sociali.

Ora mi chiedo, dove sono tutti coloro che si sono costruiti un Gesù Personale, che seguono con impegno la linea solidaristica di Alex Zanotelli e Gino Strada, che invocano umanità per tutti e che desiderano scavalcare l’oltre?

Perché perdono la grande occasione di essere il Gesù per tanti poveri ed emarginati che non hanno dove sbattere la testa?

Di alcune di queste brave persone sono amico, lavorano con me in ospedale.

Effettivamente la vita gli ha concesso la possibilità di poter fare tanto: percepiscono un buono stipendio, hanno una bella casa, ogni giorno pranzano e cenano, alcuni sono single e perciò con molto tempo a disposizione.

Perché non dare una sistemazione a questi poveretti che bivaccano davanti al bar dell’ospedale e che si trascinano con i loro borsoni di effetti personali?

Vorrei assistere estasiato all’intervento puntuale di queste persone, invece di leggere post che contestano il bicchiere mezzo vuoto di uno Stato assente o di una Chiesa falsa.

Le aspettative di bene si risolvono in prima persona.

Mi piacerebbe ricevere veramente uno schiaffo morale da costoro che si sono creati un Gesù Personale.

Ma temo che ciò non avverrà mai, in quanto i Gesù personali non sono reali, non esistono e non salvano.

L’idea di una solidarietà universale è annegata nel sangue della Rivoluzione Francese e la sconfitta della povertà naufragata con il crollo del Comunismo e della Teologia della Liberazione.

Cristo non può essere addomesticato e parzializzato dall’uomo, nessuno può sostituirsi alla sua opera di redenzione.

I Gesù Personali esistono solo dove manca la fede e senza fede si arriva solo a idolatrare se stessi.

La sapienza della Sacra Scrittura non conosce gli atei – invenzione dell’Illuminismo  –, ma conosce invece i pagani.

I pagani sono quelle persone in cui la fede in Dio è stata dirottata verso altri idoli: i soldi, il successo, il lavoro, la carriera, il soddisfacimento personale, la fama, la propria vita etc.

Pretendere di farsi redentori per altri è solo ammettere il delirio di onnipotenza che conduce a cocenti delusioni.

Perciò, non voglio essere un Gesù per l’altro.

Ma mi sforzerò di portare a Gesù l’altro, solo dopo aver avuto il coraggio di andarci io stesso.

 

Credit: Wikipedia