I have a dream: la Chiesa progressista del sig. Marx

 

La deriva della Chiesa tedesca, continua senza interruzione all’insegna dell’utopia, della tolleranza, della modernizzazione e dell’uniformità al pensiero unico.

Pochi giorni fa, un gruppo di teologi ha fatto sentire la propria voce al cardinal Marx, attraverso una lettera aperta pubblicata sul quotidiano Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, per chiedere una Chiesa ancora più progressista e umana.

Al peggio non c’è mai fine, specie quando la più infima follia umana si traveste con la scusa del progresso, della civiltà e dell’umanizzazione.

Intendiamoci, non che il Card. Reinhard Marx avesse bisogno di suggeritori per portare avanti la sua personalissima opera di distruzione della Chiesa in Germania, tuttavia le proposte suggerite dai firmatari della lettera appaiono veramente sbalorditive:

  • la benedizione delle unioni omosessuali,
  • l’ordinazione delle donne,
  • la limitazione dei poteri ecclesiastici,
  • l’abbandono del celibato dei sacerdoti.

La cosa più divertente, tra tanta desolazione, è data dal fatto che coloro che scrivono al cardinale osano ancora definirsi teologi e sacerdoti.

Ma quando un teologo ripudia la Verità di Cristo e smette di cercarla, accecato dalla verità del mondo, si può ancora definire teologo?

Quando un sacerdote, dismette la sua missione di santificatore e mediatore in mezzo al popolo di Dio, può essere definito ancora sacerdote?

Evidentemente no, «a null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente» (cf. Mt 5,13).

E la gente, ben presto, si stuferà di questi personaggi così simili tra loro, che non hanno nulla di diverso da dire rispetto ai vari opinionisti presenti nei talk show.

E proprio nel momento in cui saranno completamente uniformati al principe di questo mondo (cf. Gv 12,31), giungerà il redde rationem a fare piazza pulita di tanto disordine.

Perché, bisogna rammentarlo, il mondo è una matrigna che ama e odia ciò che è suo…e prima o poi presenta il conto.

Non si vuole imparare dagli errori del passato e dal misero fallimento di tutti i vari tentativi di rendere la Chiesa più seducente e umanamente accettabile. Abbassare il livello di perfezione per rendere il Vangelo più appetibile è una grande illusione che conduce inesorabilmente alla fine.

I più maligni sostengono come queste riforme ecclesiali – suscitate per risolvere il problema della teologia della mutanda e degli abusi – vertano al mantenimento della tassa di culto, la famigerata  Kirchensteuer, e così permettere l’aumento dei valori lipidici nel sangue dei prelati tedeschi.

Forse l’unico modo per ricondurre a più miti consigli il sig. Marx e soci, consiste proprio nel chiudere i rubinetti del sostentamento economico e introdurre, tra le varie riforme, l’obbligo lavorativo delle otto ore, tanto da essere in comunione con S. Giuseppe artigiano.

E con i lavoratori – come sappiamo –  il sig. Marx ci è sempre andato d’accordo.